Il futuro della chirurgia ricostruttiva passa dalla stampa 3D

Il futuro della chirurgia ricostruttiva passa dalla stampa 3D

chirurgia ricostruttiva

La chirurgia ricostruttiva ha fatto passi da gigante nell’ultimo decennio, e come tutte le scienze non accenna a fermarsi. Una mano questa volta può arrivare dalla stampa 3D, anch’essa negli ultimi anni ha visto un utilizzo più massiccio.

Ossa iperelastiche: Il futuro della chirurgia ricostruttiva

Un nuovo materiale sta letteralmente “prendendo forma” grazie alla stampa 3D. Si tratta delle cosiddette “ossa iperelastiche“, anche denominate HBhyperelastic bone). La ricerca mostra come HB possa essere impiantato sotto la pelle per sostituire l’osso perduto. Un’arma in più per la medicina, e in particolare per la chirurgia ricostruttiva.

Le ossa iperelastiche sono fatte da un minerale presente in natura, l’idrossiapatite. Il minerale è una forma di calcio presente nelle ossa e già utilizzato nel settore della chirurgia. L’idrossiapatite è molto fragile, per questo viene abbinato ad un polimero che aggiunge elasticità. Attraverso poi la stampa 3D sarà possibile dare la forma desiderata.

Anche se non è stato testato ancora negli esseri umani, i primi esperimenti sugli animali sembrano aver avuto successo, con risultati “abbastanza sorprendenti”, secondo i ricercatori. Gli scienziati hanno testato l’osso iperelastico in una serie di esperimenti. Hanno messo le cellule staminali umane in una serie modelli 3D fatti con il minerale(la stesso tipologia di struttura che potrebbe essere utilizzato nella chirurgia). Le cellule sono cresciute, non solo senza alcuna difficoltà sui ponteggi, riempiendo lo spazio disponibile in poche settimane, ma è anche riuscita a produrre propri minerali ossei.

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