Apple e il caro chip: TSMC alza i prezzi, allarme per i futuri iPhone

Le cattive notizie per i portafogli degli utenti Apple sembrano non avere fine. Dopo gli aumenti di prezzo già registrati su gran parte dei prodotti del colosso di Cupertino, dovuti, secondo l’azienda, all’incapacità di assorbire l’incremento spropositato dei costi delle memorie, si profila ora un ulteriore inasprimento. A gettare benzina sul fuoco è la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), il principale fornitore mondiale di semiconduttori e partner strategico di Apple per la produzione dei chip A-series e M-series, che ha annunciato un aumento dei prezzi per la realizzazione dei suoi processori.

Questa mossa da parte di TSMC rende ancora più concreta la previsione di un rincaro anche per i prossimi modelli di iPhone, attesi per settembre. Il mercato italiano, già colpito da una congiuntura economica complessa e da un’inflazione galoppante, potrebbe risentire particolarmente di questa nuova ondata di aumenti. Sebbene Apple abbia storicamente mantenuto una fascia di prezzo premium, l’incremento costante e significativo potrebbe erodere ulteriormente il potere d’acquisto dei consumatori e influenzare le decisioni d’acquisto.

Già in precedenza, la maggior parte degli analisti aveva espresso un cauto pessimismo, ipotizzando che gli aumenti di prezzo fossero destinati a rimanere strutturali, nonostante le rassicurazioni di Apple riguardo il suo impegno a contenere i costi. L’annuncio di TSMC non fa che corroborare questa visione, dipingendo un quadro dove il margine di Apple per assorbire ulteriori spese senza riversarle sul consumatore si riduce drasticamente.

La filiera di produzione dei chip è estremamente complessa e globalizzata. Un’azienda come TSMC, leader indiscusso nel settore, detiene un potere contrattuale considerevole. L’aumento dei costi dei semiconduttori può essere attribuito a diversi fattori, tra cui l’incremento dei costi delle materie prime, le difficili condizioni logistiche post-pandemia e, non ultima, la forte domanda di chip di ultima generazione da parte di un’industria tecnologica in continua espansione. Per Apple, che si affida in modo quasi esclusivo a TSMC per i suoi chip più avanzati, questa dipendenza si traduce in una vulnerabilità non indifferente rispetto alle dinamiche di prezzo imposte dal fornitore.

I consumatori italiani, da sempre attenti sia alla qualità che al rapporto prezzo/prestazioni, si troveranno di fronte a scelte sempre più difficili. Se da un lato l’ecosistema Apple continua a rappresentare un punto di riferimento per molti, dall’altro la serie ininterrotta di rincari potrebbe spingere una parte della clientela a valutare alternative, o a prolungare il ciclo di vita dei propri dispositivi. La sfida per Apple sarà quella di giustificare questi aumenti mantenendo inalterata la percezione di valore e innovazione che da sempre la contraddistingue, in un mercato sempre più competitivo e sensibile ai prezzi.

Fonte: 9to5mac.com