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Apple brevetta una tastiera smart con livelli di pressione personalizzabili

Dal Patent & Trademark Office statunitense si apprende l’esistenza di un brevetto di Apple che fa riferimento a una potenziale futura tastiera smart che l’utente è in grado di impostare in vari modi, tenendo conto di fattori come forza, sensibilità tattile, feedback sonoro e così via.

Il brevetto è stato scovato dal sito PatentlyApple ed evidenzia la possibilità di avere preset con personalizzazioni che consentono di controllare vari aspetti legato al feedback dei tasti. È possibile impostare differenti livelli di resistenza per quando si scrive o si gioca, un brevetto molto profondo che prevede decine di scenari e funzionalità.

Nel brevetto Apple fa notare che molti produttori offrono accessori che cercano di essere comodi ed efficaci per un’ampia gamma di utenti finali, ma molte tastiere e dispositivi di interfaccia nell’uso sono sostanzialmente statici in quanto a feeling e suoni. Utenti e terze parti non possono personalizzare questi fattori e quella che può essere una sensazione di feedback piacevole per un utente, potrebbe non esserla per un altro, sentendo come inadeguata (es. troppo rumorosa, rigida o morbida) la tastiera usata.

In alcune modalità di implementazione, Apple ha previsto impostazioni che modificano i suoni riprodotti dai tasti, con click e rumori che si presentano alla pressione dei tasti in determinati punti, ma sono previsti suoni e altri feedback che tengono conto della rigidezza dei tasti e altri elementi, tutti personalizzabili dall’utente, anche in base all’attività svolta (es. con meccanismi e rumori diversi quando si scrive un documento e quando si compiono altre attività).

Sono previsti controller e sensori con i quali è possibile individuare la pressione di determinati tasti e vari meccanismi che consentono di controllare e modificare la modalità di digitazione, rallentando o velocizzando la pressione.

Un diverso brevetto di Apple recentemente individuato fa riferimento a tasti in vetro realizzati con un particolare retroilluminzione colorato, un sistema che permetterebbe di ottenere tasti più duraturi e potenzialmente sfruttabili anche come mini display.

Fonte: Macitynet.it

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Le vendite di Apple Watch superano quelle dell’intera industria orologiera svizzera

Sei anni dopo l’introduzione del primo Apple Watch, e in attesa della versione 6 e di una probabile versione SE, l’accessorio della Mela è diventato una forza dirompente nel settore dell’orologeria. Stando ai dati riferiti da Strategy Analytics e Statista, lo scorso anno la Casa di Cupertino ha spedito 30,7 milioni di orologi, dispositivo che – da solo – ha permesso di battere l’intera industria orologiera svizzera, che vanta per lo stesso periodo spedizioni stimate in 21,1 milioni di unità.

Nelle prossime ore Apple dovrebbe presentare nuovi Apple Watch, alzando di nuovo l’asticella con nuovi sensori e in nuovi campi d’azione grazie anche (almeno questo è ciò che vocifera) a una serie di modelli dai costi più abbordabili rispetto agli attuali.

Il mercato dei cosiddetti Wearable è un successo per la Casa di Cupertino: basti considerare i risultati di Apple Watch e degli auricolari AirPods, settore che crescerà ancora con l’arrivo di “AirTags“. La categoria che nei bilanci include i dispositivi indossabili come l’Apple Watch, le casse HomePod e gli accessori come gli AirPods ha visto le vendite crescere costantemente, un segmento che ha registrato vendite per 24,5 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2019 e che vanta già 22,7 miliardi di vendite nei primi nove mesi del 2020.

Fonte: Macitynet.it

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Apple Marina Bay illuminerà Singapore dal 10 settembre

Apple ha ufficializzato la data di apertura del nuovo store Marina Bay a Singapore, che inaugurerà ufficialmente il prossimo 10 settembre.

Apple Marina Bay Sands ha un design unico a forma di cupola, diverso da qualsiasi altro negozio Apple. La struttura sferica si trova su uno specchio d’acqua che in precedenza era occupato dal mega nightclub Avalon sulla Marina Bay di Singapore, sede del resort di lusso più rinomato del paese.

Lo store è formato da 114 pezzi di vetro curvo che formano una sfera esteticamente stupenda. Si tratta del primo Apple Store di questo tipo mai realizzato dall’azienda. I pannelli aerodinamici della cupola in vetro sono orizzontali, differendo strutturalmente e visivamente dai design geodetici delle tradizionali architetture a cupola. Apple Marina Bay Sands è anche il primo Apple Store a sorgere direttamente sull’acqua.

Guarda in alto si potrà ammirare il tetto della cupola, che è stato progettato per mitigare l’impatto del clima tropicale di Singapore. Una serie di deflettori concentrici si estendono dal vetro e circondano la cupola mentre si restringe verso l’alto, deviando il calore e la luce solare. La cupola è completamente autoportante, grazie all’utilizzo di 10 montanti verticali.

Fonte: iPhone Italia

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La vendita di TikTok in USA potrebbe saltare per una nuova legge cinese

Arriva dal Paese del Dragone il nuovo colpo di scena nella guerra commerciale tra USA e Cina che ha investito in pieno il social per condividere video brevi: infatti la vendita di TikTok in USA potrebbe saltare a causa di una nuova legge emessa dalla Cina per controllare e limitare l’esportazione di tecnologie considerate fondamentali.

Questa legge è in lavorazione da due anni e non contiene riferimenti diretti a TikTok, in ogni caso contenuti e tempistiche sembrano fatti su misura per complicare ulteriormente la diatriba in corso tra le due superpotenze. D’ora in poi infatti le società cinesi che si occupano di intelligenza artificiale e di altre tecnologie devono richiedere il permesso al governo per effettuare esportazioni all’estero, così come stabiliscono le nuove regole nella lista aggiornata presentata dal ministero del Commercio e dal ministero della Scienza e della Tecnologia cinesi.

In particolare sono due gli articoli che potrebbero interessare la vendita di TikTok in USA, operazione imposta da Donald Trump entro il 15 settembre, pena la cessazione completa della piattaforma negli Stati Uniti. Lo sviluppatore ByteDance potrebbe essere obbligato a richiedere al governo cinese un permesso per procedere per l’articolo 18 che riguarda l’intelligenza artificiale e anche il riconoscimento vocale, oltre all’articolo 21 che tratta invece di analisi dei dati e consigli sui contenuti.

«ByteDance ha una serie di tecnologie all’avanguardia nell’intelligenza artificiale e in altri campi, e alcune tecnologie potrebbero essere incluse nell’elenco modificato» dichiara Cui Fan, professore di commercio internazionale presso l’università di Pechino. È dello stesso parere un altro docente, Alex Capri, senior fellow presso la National University di Singapore, riportato dal South China Morning Post «C’è una seria preoccupazione da parte cinese se le aziende americane acquisissero interessi, sistemi e modelli di business cinesi, in qualche modo avrebbero accesso a tecnologie che vedono come rivoluzionarie. O forse lo vedono come una garanzia di accesso forense degli agenti occidentali alla tecnologia cinese».

Fonte: Macitynet.it

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Il presidente antitrust «Il comportamento di Apple è profondamente inquietante»

Il comportamento di Apple è profondamente inquietante. A dirlo è David Cicilline, presidente del comitato antitrust americano, in un’intervista in cui accusa anche Amazon, Facebook e Google di anti-concorrenzialità. «Il congresso deve agire» spiega al giornalista di Bloomberg «Queste aziende abusano del proprio potere per mantenere il predominio sul mercato schiacciando i concorrenti, escludendo le persone dalla propria piattaforma e guadagnando una rendita sul proprio monopolio».

Parole dure che emergono in merito alla battaglia legale intrapresa a inizio mese da Epic Games nei confronti di Apple, accusata perché chiede una commissione pari al 30% su tutti gli incassi che gli sviluppatori fanno tramite le proprie applicazioni distribuite su App Store. C’è un’indagine antitrust in corso – spiega Cicilline – che porterà a delle modifiche sulle attuali leggi antitrust. «E’ in fase conclusiva un’indagine durata un anno in cui Amazon, Facebook e Google vengono indagati sulle proprie attività». Nel mezzo c’è anche Apple, che deve rispondere alle proprie politiche dell’App Store, che comprende non solo la commissione al 30% sulle transazioni in-app ma anche il processo di revisione delle applicazioni e la privacy dei consumatori.

Per il momento il presidente del comitato antitrust americano non ha detto di più, sbilanciandosi soltanto su alcune delle potenziali soluzioni che il Congresso potrebbe adottare per porre rimedio a questo presunto comportamento anti-concorrenziale. Una di queste – spiega – potrebbe essere una legge simile al Glass-Steagall Act, quella con cui nel 1933 vennero introdotte diverse riforme per controllare la speculazione finanziaria. Una misura fu quella di istituire la Federal Deposit Insurance Corporation con lo scopo di garantire i depositi e prevenire eventuali corse allo sportello e ridurre il rischio di panici bancari, mentre una seconda misura prevedeva l’introduzione di una netta separazione tra attività bancaria tradizionale e attività bancaria di investimento. In questo modo, le due attività non poterono più essere esercitate dallo stesso intermediario, realizzandosi così la separazione tra banche commerciali e banche di investimento.

Se applicata in questo settore, una clausola di questo genere impedirebbe ad un’azienda come Apple di competere sulla piattaforma che gestisce. «E’ una grande idea» ha spiegato Cicilline «Perché ci permetterebbe di mettere mano a quella che attualmente è una situazione carica di conflitti e che penso sia mettendo luce ad un enorme dominio sul mercato e a comportamenti di bullismo come quelli che esercita Amazon, per dire». Resta difficile comunque dire oggi in che misura, una legge di questo tipo, condizionerebbe la gestione della piattaforma iOS da parte di Apple. Potrebbe probabilmente costringere la società a modificare le attuali restrizioni dell’App Store che vietano, ad esempio, l’ingresso di negozi di applicazioni di terze parti.

Fonte: Macitynet.it

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