Bruxelles non arretra. Apple Inc. ha incassato un’ulteriore sconfitta nella sua complessa battaglia legale contro l’Unione Europea e il suo Digital Markets Act (DMA), la legislazione volta a garantire una maggiore competitività nel settore digitale. La Corte di Giustizia Europea ha respinto il ricorso con cui il colosso di Cupertino cercava di sottrarre l’App Store e il servizio di messaggistica iMessage dalla stretta regolamentazione imposta dal DMA, confermando la piena applicabilità delle norme europee.
La vicenda affonda le radici nel 2023, quando Apple aveva riconosciuto di rientrare nella definizione di “gatekeeper”, ovvero un’azienda che, data la sua posizione dominante, detiene un controllo significativo sull’accesso ai mercati digitali. Un riconoscimento che implicava l’obbligo di conformarsi a una serie di regole volte a prevenire pratiche anticoncorrenziali e a favorire un ecosistema digitale più aperto e trasparente.
Tuttavia, all’inizio del 2024, Apple ha tentato di rivedere la propria posizione, sostenendo che, anziché gestire un unico e vasto App Store, l’azienda opererebbe in realtà attraverso “cinque App Store più piccoli”. Un’argomentazione che mirava a frammentare la percezione della sua influenza, forse con l’obiettivo di non superare le soglie dimensionali che attivano le più stringenti disposizioni del DMA.
Per il mercato italiano, questa decisione ha ripercussioni significative. L’App Store di Apple rappresenta un canale quasi monopolistico per la distribuzione di app su iPhone e iPad, i dispositivi ampiamente diffusi anche nel nostro Paese. I consumatori italiani, come tutti gli europei, potrebbero beneficiare delle nuove regole che impongono, ad esempio, la possibilità per gli sviluppatori di offrire sistemi di pagamento alternativi a quello di Apple e di rendere disponibili le proprie app anche attraverso store di terze parti. Questo potrebbe tradursi in prezzi più competitivi per le app e i servizi digitali, oltre a una maggiore libertà di scelta per gli utenti.
Per quanto riguarda iMessage, la sua inclusione nel perimetro del DMA potrebbe costringere Apple a interoperare con altre piattaforme di messaggistica. Ciò significherebbe, in teoria, che gli utenti italiani potrebbero inviare e ricevere messaggi da utenti di WhatsApp, Telegram o altre app, eliminando le attuali barriere che spesso generano il fenomeno del “verde contro blu” (il diverso colore dei fumetti dei messaggi tra utenti iMessage e non-iMessage), noto per creare una certa pressione sociale all’adesione all’ecosistema Apple.
La decisione della Corte di Giustizia Europea rafforza la determinazione dell’UE a portare avanti la sua agenda regolatoria per i giganti tecnologici. La posta in gioco è alta: si tratta di ridefinire gli equilibri di potere nel mercato digitale, a vantaggio sia degli sviluppatori, spesso penalizzati dalle commissioni elevate e dalle politiche restrittive dei gatekeeper, sia dei consumatori, che dovrebbero vedere ampliate le proprie opzioni e tutelati i propri interessi. Apple continua a sfidare il DMA su più fronti e in diverse sedi legali, ma questa ultima sentenza rappresenta un chiaro segnale di come l’Europa intenda mantenere ferma la propria linea.
Fonte: appleinsider.com