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Caso Epic vs. Apple, il giudice potrebbe proporre un compromesso per risolvere la controversia

Nella battaglia legale tra Apple ed Epic Games, il giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha lasciato intendere che potrebbe mirare ad un compromesso per risolvere la controversia.

Come sottolineato da Bloomberg, negli ultimi giorni c’è stata una discussione sulle regole di Apple che impediscono agli sviluppatori di indirizzare gli utenti a effettuare acquisti al di fuori dell’App Store, ad esempio su un sito Web, in alternativa agli acquisti in-app.

Parlando con il testimone di Epic David Evans, il giudice Gonzalez Rogers ha chiesto se la rimozione di questa regola risolverà i problemi che Epic e altri sviluppatori hanno con le regole dell’App Store. “Se Apple non avesse queste regole e questi divieti, il problema sarebbe risolto?“. Evans ha risposto che una soluzione di questo tipo non eliminerebbe il potere di mercato che ha Apple, ma potrebbe diminuirlo. In ogni caso, per il testimone di Epic questa non sarebbe una grande soluzione.

Apple impedisce di indirizzare gli utenti verso opzioni di acquisto esterne alle app. L’app Netflix, ad esempio, non utilizza gli acquisti in-app, ma non può indirizzare nemmeno gli utenti ad abbonarsi sul sito web. Lo stesso valeva anche per Fornite, che sul proprio sito web vende le valute di gioco V-buck, ma non poteva pubblicizzare questa opzione all’interno del gioco per iPhone.

Fonte: iPhone Italia

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Amazon rimuove venditori di accessori che pubblicavano recensioni false

Una rete di recensioni false è stata smascherata da Amazon e quest’ultima ha intrapreso azioni specifiche contro alcuni produttori e le false recensioni che facevano pubblicare.

Il sito SafetyDetectives spiega che la rete di false recensioni è stata scoperta grazie ad database non protetto situato in Cina. I ricercatori di SafetyDetective hanno scoperto di fatto un ben 7GB di dati di circa 200.000 persone che in tutto il mondo si occupavano di scrivere recensioni false su Amazon.

I vendor chiedevano di dimostrare di avere fatto gli acquisti, proponendo successivamente un rimborso su PayPal e la possibilità di trattenere gli oggetti. Il tutto per avere recensioni positive con cinque stelle. Agli utenti che partecipavano era richiesto un testo di una lunghezza minima e foto a dimostrazione che avevano effettivamente acquistato il prodotto.

Pe evitare che Amazon si accorgesse di qualcosa vendor e utenti che partecipavano allo schema comunicavano con strumenti esterni a quelli del sito di e-commerce, usando piattaforme come WhatsApp o Signal: i pagamenti si effettuavano, come accennato, con PayPal.

In molti casi i vendor contattatavano direttamente gli utenti, offrendo prodotti gratuiti in cambio di una recensione positiva. I venditori e i recensori rischiano di venir puniti per falso in base a leggi specifiche di diversi Paesi ed è lecito prevedere azioni da parte di Amazon nei confronti dei venditori disonesti.

La beffa aggiuntiva per quanti partecipavano a questo imbroglio è che dettagli sugli utenti (nome e nickname) e i dettagli delle aziende che seguivano questo schema (nome, email e numeri di telefono) sono stati esposti pubblicamente, in barba ad ogni norma sulla privacy senza password o cifratura di alcun tipo.

Tra i vendor che seguivano questa pratica e non si trovano più su Amazon, ci sono aziende importanti come Tomtop, Aukey e Mpow. Prodotti come quelli di Aukey, alcuni dei quali segnati appunto da un ottimo rapporto qualità/prezzo e che non avrebbero avuto bisogno di recensioni false, sembrano essere presenti in numero ridotto su Amazon in questi giorni, altri sono spariti molti non sono disponibili, mentre in precedenza era possibile trovare un numero sterminato di prodotti e accessori inclusi cavi, alimentatori, caricabatterie wireless, ecc.

Fonte: Macitynet.it

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Apple assegna 410 milioni di dollari al fornitore di Face ID

Apple ha annunciato oggi di aver assegnato 410 milioni di dollari dal suo fondo Advanced Manufacturing a II-VI, società con sede in Pennsylvania, un produttore di tecnologia ottica, fornitore di una delle componenti che rendono possibile Face ID oltre che dei sensori LiDAR per iPhone e iPad.

In particolare, i fondi aiuteranno a creare capacità aggiuntiva e ad accelerare la consegna delle futuri componenti per iPhone, supportando più di 700 posti di lavoro a Sherman, in Texas, Warren, nel New Jersey, Easton, in Pennsylvania e Champaign, in Illinois, secondo Apple.

II-VI produce laser a emissione di superficie a cavità verticale (VCSEL), una delle componenti impiegate da Apple che permette il funzionamento del riconoscimento del volto Face ID, insieme ai laser per lo scanner LiDAR.

Già in passato Apple ha spiegato come la tecnologia VCSEL offra prestazioni migliori, consentendo di creare dispositivi compatti e meno costosi rispetto a tradizionali laser a retroazione distribuita detti “edge-emitting laser”, utilizzabili in molte applicazioni emergenti e future. Così ha commentato Jeff Williams, COO di Apple

Fonte: Macitynet.it

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Epic Games sostiene che Apple ha il monopolio delle app

Il processo Apple contro Epic Games è iniziato oggi, lunedì 3 maggio, con discussioni di apertura da entrambe le parti. Il processo ha avuto origine da una causa intentata da Epic Games contro Apple per aver rimosso “Fortnite” dall’App Store. Apple ha ritirato il gioco dopo che Epic ha implementato un sistema di pagamento diretto, violando le linee guida.

Epic ritiene che Apple abbia il monopolio sulla distribuzione di app iOS e sui pagamenti tramite l’App Store. Inoltre, l’avvocato di Epic ha paragonato l’ecosistema iOS a quello di macOS. Epic sostiene che Apple abbia deliberatamente reso iOS un ecosistema chiuso e sostiene che avrebbe potuto facilmente adottare una soluzione più aperta, come fatto con il sistema operativo dei Mac.

Un altro aspetto chiave dell’argomentazione di Epic riguarda i profitti dell’App Store. Epic sostiene che Apple non dovrebbe richiedere commissioni così elevate sugli acquisti di app o in-app, perché i margini dei servizi di Apple sono già enormi. Per spiegare meglio la posizione di Epic, l’avvocato ha paragonato l’iPhone ad un’auto, chiedendosi se Apple prenderebbe il 30% della spesa in benzina sostenuta dall’autista.

Fonte: iPhone Italia

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iMac 24 M1, tutte le novità del nuovo all-in-one Apple

iMac 24″ M1 è stato presentato il 20 aprile scorso nel contesto dell’evento Spring Loaded che ha visto tra gli altri protagonisti iPad Pro 2021, un rinnovato modello di Apple TV, le tanto attese AirTag e una nuova colorazione viola per iPhone 12. Il debutto è avvenuto parzialmente a sorpresa, anche se nei giorni immediatamente antecedenti all’evento erano apparsi in rete alcuni modelli in 3D che alla fine si sono dimostrati abbastanza precisi, in particolare nelle ipoteso di colore. Meno nel design vero e proprio. Si tratta del resto di un prodotto totalmente riprogettato rispetto alla macchina che gli utenti sono abituati a conoscere dal 2007 e probabilmente la maggior novità nel campo degli iMac dalla scomparsa del modello a lampada, il primo con schermo LCD lanciato nel 2002

Completamente diverso, Think different

“Think Different”, lo slogan che più di ogni altro distingue il mondo Apple, è pienamente rispettato con il lancio di iMac M1 2021. La macchina della Mela si distingue non solo da ogni concorrente che abbiamo visto in circolazione ma anche dai diretti predecessori. Esternamente è irriconoscibile sotto numerosi punti di vista, a partire dal fatto che abbiamo diversi colori per finire proprio al design.

Fonte: Macitynet.it

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