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Attacchi alla reti ucraine con malware che distruggono tutto quello che possono

ESET, azienda specialiozzata i cybersecurity, sta ricostruendo le campagne offensive verso le organizzazioni ucraine messe in atto in questo ultimo periodo. Mentre l’invasione russa prendeva il via, i ricercatori hanno scoperto due nuove famiglie di malware wiper che aggrediscono le organizzazioni ucraine. Il primo cyberattacco è iniziato poche ore prima dell’invasione militare russa e dopo gli attacchi DDoS (distributed denial-of-service) contro i principali siti web ucraini all’inizio della giornata dello scorso 23 febbraio.

Questi attacchi distruttivi hanno sfruttato almeno tre componenti: HermeticWiper per la cancellazione dei dati, HermeticWizard per la diffusione sulla rete locale, e HermeticRansom che agisce come ransomware esca. Gli artefatti del malware suggeriscono che gli attacchi erano stati pianificati per diversi mesi.

ll 24 febbraio è iniziato un secondo attacco distruttivo contro una rete governativa ucraina, tramite un wiper che è stato denominato “IsaacWiper”.

I ricercatori ritengono altamente probabile che le organizzazioni colpite siano state compromesse ben prima della distribuzione del wiper. “Questa convinzione si basa su diversi elementi: i primi timestamp di compilazione di HermeticWiper PE, risalgono al 28 dicembre 2021; la data di emissione del certificato di firma del codice al 13 aprile 2021; e la distribuzione di HermeticWiper attraverso la policy di dominio predefinita, in almeno un caso, suggerisce che gli attaccanti avevano accesso a uno dei server Active Directory della vittima”, spiega Jean-Ian Boutin, ESET Head of Threat Research.

IsaacWiper è stato rilevato nella telemetria di ESET il 24 febbraio. Il più vecchio timestamp di compilazione PE era del 19 ottobre 2021, il che significa che se il suo timestamp di compilazione PE non è stato manomesso, IsaacWiper potrebbe essere stato utilizzato in operazioni precedenti già mesi prima.

Fonte: macitynet.it

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Rolex usati milano e provincia

A volte capita di ereditare, magari da nonni o da genitori che purtroppo passano a miglior vita, alcuni gioielli di famiglia e tra questi ci sono sicuramente anche orologi di lusso dal momento che sono gli accessori preferiti di tanti uomini e soprattutto possono costituire una passione e una forma di collezionismo. Se siamo interessati a venderli possiamo rivolgerci ad un punto vendita di Rolex usati Milano e provincia per sottoporre il nostro orologio (o i nostri orologi se sono più di uno) per una valutazione.

Rolex usati milano e provincia
Rolex usati milano e provincia

Difatti non è facile conoscere il valore di un Rolex dal momento che si tratta spesso di pezzi che devono essere considerati anche in base alla richiesta effettiva che ne fanno i collezionisti. Vale a dire che è un determinato modello di Rolex potrebbe essere famoso tra le persone appassionate di orologi perché magari è apparso in un film, in uno spot, al polso di un personaggio famoso come ad esempio un campione sportivo.

Sono tutte cose che fanno la differenza e non è detto che le persone ne siamo a conoscenza. Se portiamo il nostro orologio da questi professionisti possiamo stare certi che invece conosceranno perfettamente il valore del modello di Rolex che possediamo, non solo per il materiale con cui è stato costruito, ma anche per il numero di esemplari che possibile trovare in circolazione: ovviamente meno esemplari ci sono più l’orologio ha un valore.

I vantaggi di possedere, acquistare e vendere Rolex

Ma perché creare addirittura un’attività che ruoti intorno all’acquisto e alla vendita di Rolex? Che cosa hanno di così speciale questi orologi? I Rolex sono probabilmente la punta di diamante del mercato degli orologi di lusso.

Si tratta di oggetti prestigiosi perché sono costituiti da materiali preziosi come oro, platino, pietre preziose, con lavorazioni incredibili e tecnologie che fanno di questi orologi degli accessori utili da portare persino nello spazio per non parlare delle prestazioni subacquee. Sono meravigliosi da indossare, ci sono modelli più descritti e modelli leggermente più appariscenti, perché seguono un po’ tutti i gusti delle persone che potrebbero avvicinarsi incuriosite a questo mercato.

Se si volesse fare un regalo importante ad un uomo, un Rolex è sicuramente ciò che potrebbe desiderare.

In alcuni casi le persone si rivolgono ad una azienda che si occupa di comprare e di vendere Rolex secondo polso nella speranza di fare un affare: non è detto che non sia così, anche se le valutazioni sono estremamente precise e seguono il reale valore degli orologi e il valore di un Rolex non si abbassa mai. Però quello che può accadere e di trovare dei pezzi che non siano tenuti in considerazione e non si erano visti da nessuna parte, perché magari risalgono a modelli usciti in anni precedenti. Se si è stanchi degli orologi Rolex che si indossano sempre si può pensare di venderli a questo interlocutore che in realtà offre molte garanzie di acquisto, per poi utilizzare la cifra acquisita e investirla per comprare un nuovo modello di Rolex.

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Apple può costruire un Mac mini molto, molto più piccolo

Apple potrebbe costruire un Mac mini molto più piccolo di quello attuale, tanto che potrebbe addirittura cambiarne il nome, magari in Mac nano. Questo è chiaro fin dal lancio avvenuto a fine 2020, semplicemente osservando la scheda madre piccolissima e i grandi spazi lasciati vuoti all’interno dello chassis.

Ora però arriva la dimostrazione completa: è stata realizzata da Snazzy Labs rimuovendo tutte le componenti non indispensabili e anche sostituendo l’ingombrante chassis, ora non pienamente sfruttato, sostituendolo con un creato su misura con la stampa 3D. Quando Apple ha creato il suo primo Mac Apple Silicon ha impiegato ancora uno chassis con design che risale al 2010 e componenti già impiegate nelle versioni precedenti.

In particolare all’interno troviamo ancora un grande alimentatore di ben 150 W e una generosa ventola di raffreddamento con dissipatore integrato, entrambi in grado di alimentare e raffreddare processori Intel fino al modello Core i7, esosi in termini di energia e che emettono grandi quantità di calore.

Sia l’alimentatore che il comparto ventola e raffreddamento risultano grandemente sovradimensionati rispetto ai bassi consumi e al funzionamento per lo più in bassa temperatura dei processori Apple Silicon.

L’elevata integrazione dei System on Chip di Apple racchiude RAM, CPU, GPU, comunicazioni e altro ancora in un singolo chip, andando così a sostituire diverse componenti singole con il risultato che la scheda madre diventa molto più piccola rispetto ai Mac Intel. Di più: l’alta efficienza di Apple Silicon permette di costruire computer completamente senza ventola e con sistema di raffreddamento ridotto all’essenziale, come Apple ha già fatto in MacBook Air M1 privo di ventola.

Fonte: macitynet.it

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Rapina Apple Store Amsterdam: richiesti 200 milioni in criptovaluta

L’uomo che ha fatto irruzione armata in un Apple Store di Amsterdam chiedeva 200 milioni in criptovalute e una via di fuga dal negozio.

Armato di pistola e fucile, un uomo si era introdotto nell’Apple Store di Leidseplein ad Amsterdam alle 18.00 di martedì 22 febbraio. E ora, grazie ad un commento ufficiale sulla vicenda, sappiamo anche perché: chiedeva il pagamento di 200 milioni di Euro in criptovalute.

“Nell’Apple Store di Leidseplein c’è una situazione che riguarda degli ostaggi,” spiegava la polizia in uno stringato comunicato diramato sui social in cui invitava le persone a evitare “immagini o stream dal vivo, per l’incolumità di quelli coinvolti e degli sforzi della polizia.”

Dopo 6 ore di terrore, gli ostaggi sono stati liberati uno a uno e la situazione è tornata presto alla normalità. “Il sospettato” ha dichiarato un portavoce della polizia locale, “è un residente di 27 anni che, contattato dalle autorità durante l’incidente, chiedeva 200 milioni di Euro in criptovalute e un lasciapassare dall’Apple Store presso la trafficata piazza Leidseplein. […] Il sospettato era in possesso di un’arma automatica e di una pistola e ha sparato almeno 4 colpi.”

In un commento ufficiale alla vicenda, Apple ha dichiarato:

Apple afferma che tutti gli impiegati e i clienti sono salvi “dopo questa terribile esperienza” […]. C’è ancora una investigazione in corso, ha aggiunto la società.

“Vogliamo ringraziare le forze dell’ordine locali per il loro lavoro eccezionale e per le investigazioni che ancora vanno avanti” recita la nota fornita da un portavoce Apple. “I nostri team e i clienti si sono subito messi in azione, e hanno mostrato incredibile forza per risolvere la cosa; e siamo davvero grati del supporto e della cura che hanno mostrato l’uno per l’altro in circostanze tanto difficili.”

Fonte: Melablog

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Apple, il primo visore arriva entro il 2022

La notizia del completamento della seconda fase di test dei prototipi di pre-produzione è arrivata ieri: oggi il report completo di DigiTimes sostiene che presto il primo visore Apple per la realtà aumentata entrerà nella terza fase di test: la produzione inizierà tra agosto e settembre con disponibilità prevista entro la fine del 2022.

Interessante rilevare che questo report è in contrasto con le indicazioni di Mark Gurman che nel mese di gennaio di quest’anno aveva indicato il possibile posticipo al 2023 a causa di problemi hardware e software, in particolare il surriscaldamento del dispositivo. Problemi che ora però sembrano risolti, visto che la catena di fornitura di Cupertino punta all’inizio produzione verso fine estate con disponibilità entro quest’anno.

Da tempo è noto che Apple sta lavorando a due diversi visori: il primo più simile ai visori visti finora ma con specifiche top, destinato a professionisti e applicazioni verticali di mercato con prezzo sostenuto, fino anche a 3.000 dollari. Il secondo invece più leggero, indicato anche come Apple Glasses, quindi più simile agli occhiali con prezzo più abbordabile e potenzialmente più indicato anche per gli utenti finali.

Stando alla tabella di marcia indicata dai costruttori segnalati da DigiTimes il primo visore Apple sarà disponibile entro la fine del 2022, mentre il secondo visore Apple potrebbe seguire a breve con disponibilità già a partire dal 2023. Vale la tradizionale avvertenza: DigiTimes è una fonte preziosa per le anticipazioni dalla catena di fornitura Apple, ma non sempre le tempistiche indicate si rivelano esatte.

Ricordiamo che a febbraio sono stati scoperti riferimenti al nuovo sistema operativo realityOS per visori e anche il supporto per visori in iOS 15.4 beta. Se la tabella di marcia fin qui descritta sarà confermata, Apple potrebbe decidere di presentare il suo primo visore già a giugno in occasione della conferenza mondiale degli sviluppatori WWDC 2022 per renderlo disponibile successivamente.

Per i possibili nomi del primo visore Apple rimandiamo a questo articolo di macitynet. Tutti gli articoli di macitynet che parlano di Apple, realtà aumentata e realtà virtuale sono disponibili ai rispettivi collegamenti.

Fonte: macitynet.it

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